Di qui, l’esigenza di impostare una pedagogia interculturale in modo che più culture potessero essere messe in relazione tra loro, che potessero convivere senza conflitti all’interno della stessa società in modo da salvaguardare il pluralismo delle culture.
Una pedagogia 'a più entrate' che, consentendo gli intrecci di saperi, di culture e di lingue, miri alla formazione di un nuovo modello di identità individuale e collettiva. Ed ecco quindi l’idea della costruzione del 'villaggio', espressione nelle singole realtà nazionali di tutte le culture presenti, utilizzando il dialogo e lo scambio di 'memorie'.
Una specie di spazio interattivo dove, attraverso la 'funzione narrativa', raccogliere e ricostruire tutte quelle espressioni artistiche, tradizionali, letterarie che fanno l’identità di una cultura per poi essere reciprocamente reinterpretate e scambiate.