Back Next Photo gallery Visita preparatoria

Un progetto ideato da:
  M.lle Catherine Tamussin
 
Resoconto della visita preparatoria A cura di Anna Buso

L’idea di questo progetto è stata lanciata in Ungheria da parte di M.lle Catherine Tammussin che, insegnando ai futuri maestri nel Dipartimento di Pedagogia della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Zsambéck, avverte la necessità di superare i particolarismi delle minoranze etniche locali.

La visita preparatoria, tenutasi a Zsámbék dal 12 al 14 Febbraio 2000, ha cercato di rispondere al problema delle diversità culturali nella pratica pedagogica.

Il problema dell'identità è stato al centro del dibattito.

L’Ungheria, pur avendo una sua identità propria, presenta sul suo territorio un mosaico di microspazi culturali e una notevole varietà di minoranze etniche (tzigani, rom, polacchi, ebrei, tedeschi) le quali sentono il bisogno, non solo di salvaguardare la propria identità e la propria cultura, ma anche di apprendere le lingue reciproche per realizzare l’unione linguistica nazionale e dare valore ad una cultura nazionale composta da diverse voci.

Alcune ipotesi di risoluzione sono state individuate nell’approfondimento delle culture anche di quelle minoritarie e svantaggiate privilegiando l’utilizzo del linguaggio artistico - il primo linguaggio del manifestarsi di una cultura - (danza, musica, pittura, artigianato, teatro) nel quadro del diritto alla cittadinanza europea, nel pieno rispetto delle diversità e dell’uguale dignità ad ogni cultura.

Di qui, l’esigenza di impostare una pedagogia interculturale in modo che più culture potessero essere messe in relazione tra loro, che potessero convivere senza conflitti all’interno della stessa società in modo da salvaguardare il pluralismo delle culture.

Una pedagogia 'a più entrate' che, consentendo gli intrecci di saperi, di culture e di lingue, miri alla formazione di un nuovo modello di identità individuale e collettiva. Ed ecco quindi l’idea della costruzione del 'villaggio', espressione nelle singole realtà nazionali di tutte le culture presenti, utilizzando il dialogo e lo scambio di 'memorie'.

Una specie di spazio interattivo dove, attraverso la 'funzione narrativa', raccogliere e ricostruire tutte quelle espressioni artistiche, tradizionali, letterarie che fanno l’identità di una cultura per poi essere reciprocamente reinterpretate e scambiate.


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