Il progetto si è sviluppato in Ungheria sotto forma di
laboratori di recitazione in lingue straniere che sono stati portati
avanti all’Istituto di 'Formation des Maîtres Apor Vilmos' e alla
Scuola Elementare 'Zichy Miklos' di Zsàmbék.
L’idea base è piuttosto semplice: l’apprendimento
di una lingua straniera, fin dalla più giovane età, grazie ai mezzi
artistici e, in particolare, alla recitazione, può essere concepito come
un approccio all’alterità, mettendo il bambino in contatto con la
diversità linguistica e culturale. Inoltre, la recitazione, facendo
appello al non verbale, permette di andare dietro le parole e, dunque, di
lavorare sull’aspetto emozionale e relazionale che è presente in ogni
situazione o tentativo di comunicazione con l’altro, in particolar modo,
quando quest’altro è straniero o semplicemente avvertito come diverso.
Tutto il lavoro è consistito nell’insegnare a
conoscere sé stessi nella relazione con l’altro per superare al meglio
i blocchi o le difficoltà derivanti dalla paura dell’ignoto, del
diverso. La sensibilizzazione a una o più lingue straniere, è un campo
di sperimentazione molto interessante e molto ricco in materia.